lunedì 19 maggio 2008

Il vero flagello sono i neomelodici

Che, a parte un bel pezzo (nel suo genere, altrettanto tamarro) di quel che resta dei Massive Attack, infestano con i loro gargarismi vocali una discreta parte del film di Garrone. Il quale, come una lucida rasoiata, colpisce lo spettatore con freddezza, padronanza della materia, totale assenza di autocompiacimento. Perchè il romanzone di Roberto "testa-a-patata" Saviano poteva lasciare spazio a sbrodolamenti che, per nostra fortuna, il film asciuga con magistrale lungimiranza.
Poi al cinema ci hanno regalato un segnalibro bellissimo.

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